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Regolamento Cane Lavoro Singolo

REGOLAMENTO DELLE PROVE DEL CANE IDONEO AL LAVORO DA SINGOLO SU CINGHIALE E DEL CANE LIMIERE NEL PRELIEVO DEL CINGHIALE PER LA RAZZA ALPENLAENDISCHE DACHSBRACKE

PREMESSA
La necessità di verificare le qualità innate e il livello di dressaggio raggiunto dai soggetti di razza Alpenlaendische Dachsbracke che partecipano alle prove scaturisce, oltre che da considerazioni cinotecniche, anche da esigenze di tipo normativo applicate alla gestione faunistica-venatoria in quanto il superamento di tali prove con un punteggio minimo dà diritto all’attribuzione del "Brevetto di cane idoneo al lavoro da singolo su cinghiale" e del "Brevetto del cane Limiere nel prelievo del cinghiale" che consente l’utilizzo dell’ausiliare nel tradizionale sistema di prelievo costituito dalla “Braccata” e così pure il “Limiere”, può trovare un impiego proficuo in quelle forme di prelievo del cinghiale che favoriscono l'aspetto tecnico come la "Girata"; sistemi di prelievo in cui il ruolo di un cane tracciatore e accostatore riveste un particolare e indispensabile strumento ai fini dell'efficacia del prelievo.
Il presente regolamento si prefigge di verificare nel cane:
a) L’indifferenza allo sparo
e le capacità di:
b) Tracciatura;
c) Accostamento;
d) Segnalazione della presenza del cinghiale
e) segnalazione della presenza del cinghiale con abbaio a fermo;
f) Inseguimento con voce del selvatico;
g) Rientro dopo l'inseguimento.

Art. 1 - FINALITA’
Il presente regolamento è specifico per cani di razza Alpenlaendische Dachsbracke iscritti al Libro genealogico ENCI o in un Libro riconosciuto dalla FCI.
Stabilisce le prove e i criteri con lo scopo di individuare e di far conoscere, ai fini del miglioramento selettivo e dell’allevamento, i soggetti più idonei al lavoro e all’utilizzo venatorio, nonché verificare l’idoneità degli ausiliari al conseguimento del brevetto di "Cane idoneo al lavoro da singolo su cinghiale" (in seguito “Cane a singolo”) e di “Cane Limiere nel prelievo del cinghiale” (in seguito “Limiere”).
In questo tipo di prova è in palio il Certificato di attitudine al campionato (CAC) secondo quanto previsto dal presente regolamento.

Art. 2 - ESPERTI GIUDICI
Gli esperti giudici sono scelti tra quelli compresi nell’elenco ufficiale dell’ENC e della FCI ed abilitati a giudicare le razze da seguita su cinghiale.
L’esperto giudice, durante la prova, è tenuto a prendere gli opportuni appunti; ultimati i turni, procede immediatamente alla compilazione della scheda di valutazione di cui al successivo articolo 3, assegnando le qualifiche, definendo la classifica dei concorrenti, assegnando gli eventuali premi in palio.

Art. 3 – ISCRIZIONI, QUALIFICHE, CLASSIFICHE, ASSEGNAZIONE DI CERTIFICATI E BREVETTI, CANI ELIMINATI, CANI NON IDONEI
Possono essere iscritti alle prove i soggetti maschi e femmine che abbiano compiuto i 12 mesi di età e in possesso di libretto delle qualifiche. Sono escluse dalle prove le femmine in calore, ad eccezione di quelle eventualmente organizzate per le sole femmine (OAKS).
Il giudizio si manifesta con l’assegnazione delle qualifiche, la stesura della classifica e l’assegnazione degli eventuali certificati e brevetti. Il CAC valido per il conseguimento del Campionato Italiano di Lavoro, può essere assegnato solo a quel soggetto che si classifica primo con la qualifica eccellente e minimo 180 punti ed è unico nell’ambito della prova anche se la stessa venisse suddivisa in più batterie. A parità di punteggio finale, in classifica è anteposto il cane più giovane e ulteriormente la femmina. E’ ammessa l’assegnazione di una riserva di CAC.
Il cane che, ai sensi del successivo articolo 10, commette errori tali da comportare la sua squalifica è definito dall’esperto giudice “squalificato”.
Il cane che nella prova fornisce una prestazione carente non raggiungendo il minimo di 120 punti, è definito “non idoneo”.
E’ cura dell’esperto giudice trascrivere obbligatoriamente i risultati rilasciati sul libretto delle qualifiche, così come le qualifiche assegnate, le classifiche di ogni soggetto iscritto alla prova e l’eventuale brevetto assegnato.
Il primo posto in classifica potrà essere assegnato solo a cani che abbiano conseguito la qualifica di almeno Molto Buono.
L’assegnazione delle qualifiche avviene compilando la scheda di valutazione allegata che è parte integrante e sostanziale del presente regolamento.

Art. 4 - IL COMPORTAMENTO DEI CONDUTTORI E L’ATTREZZATURA PERMESSA
Il conduttore, alla chiamata, deve presentarsi all’esperto giudice col cane al guinzaglio per ricevere le istruzioni necessarie per iniziare la prova.
L’esperto giudice può richiamare all’ordine il concorrente scorretto, ed eventualmente escluderlo dalla prova.
Ogni conduttore deve portare il cane dotato di collare con campano di segnalazione, deve essere fornito di guinzaglio corto e, qualora intenda affrontare la prova con cane non libero, di guinzaglio lungo della lunghezza minima di 6 metri e massima 10 metri. Sono vietati guinzagli a meccanismo automatico di arrotolamento e collare a strangolo.

Art. 5 – TIPOLOGIE DEI TERRENI DI PROVE
Le prove possono essere organizzate, in qualsiasi periodo dell'anno, nelle seguenti tipologie di terreni:
a) in terreno libero o negli Istituti di gestione faunistica-venatoria, su cinghiali naturali, con le modalità previste al successivo art. 6 lett. a);
b) in terreno libero, su traccia artificiale, per la sola assegnazione del brevetto di “Limiere”, con le modalità previste al successivo art. 6 lett. b);
c) in zona recintata per l’addestramento cani, con le modalità previste al successivo art. 6 lett. c).
I cani affrontano la prova sempre in turno singolo in ordine di sorteggio.
In relazione al numero dei concorrenti iscritti ed alla disponibilità dei terreni sufficienti, gli organizzatori potranno suddividere la prova in più batterie. In tale ipotesi ogni esperto giudice provvederà a rilasciare le qualifiche e a redigere la classifica della batteria giudicata, mentre la classifica generale della prova, in funzione dell’attribuzione dei premi messi a disposizione dal comitato organizzatore secondo le previsioni del programma della manifestazione, verrà determinata collegialmente dagli esperti giudici.

Art. 6 – MODALITA’ E ORGANIZZAZIONE DELLE PROVE
a) In terreno libero o negli Istituti di gestione faunistica-venatoria su cinghiali naturali.
Nel caso in cui la prova sia organizzata in terreno libero o negli Istituti di gestione faunistica-venatoria (Z.R.C., A.F.V., A.A.T.V., Zone addestramento cani), su cinghiali naturali, il Comitato organizzatore dovrà, preventivamente e congiuntamente con gli esperti giudici, prevedere il numero dei collaboratori necessari per verificare il mattino stesso della prova il passaggio o la presenza dei cinghiali nelle zone individuate. I collaboratori dovranno essere persone preparate e affidabili.
Nel caso in cui i collaboratori non rilevino la presenza di cinghiali, la prova potrà essere svolta ugualmente nelle zone individuate dal Comitato organizzatore, ma su traccia artificiale.
b) In terreno libero su traccia artificiale.
La pista artificiale è marcata da un esperto giudice o da un esperto tracciatore designato dall’esperto giudice, non meno di un'ora prima della prova. La pista è marcata con una zampa di cinghiale legata all'estremità inferiore di un bastone, oppure con l’ausilio di uno scarpone specifico per la tracciatura cui è applicata la parte terminale della zampa. Il tracciatore dovrà imprimere sul terreno la zampa applicata al bastone o allo scarpone ogni 30-40 cm. e trascinare un lembo di pelle di cinghiale indicativamente di 20x40 cm.; dovrà inoltre segnalare il percorso eseguito applicando sulla vegetazione dei lembi di carta bianca. La pista è lunga circa 1000 m. e deve prevedere almeno due deviazioni a 90° evidenziate in maniera specifica. L'inizio traccia è segnalato imprimendo alcune volte lo zoccolo sul terreno. A fine percorso è depositata una pelle o la spoglia di un cinghiale.
c) In zona recintata per l’addestramento cani.
La prova può essere organizzata in zona recintata per addestramento cani, regolarmente autorizzata ai sensi delle norme vigenti localmente, di superficie minima di 3 ettari, in cui siano presenti un numero equilibrato di cinghiali.
Il terreno deve essere in parte boschivo con ricco sottobosco e in parte aperto; obbligatoria la presenza di acqua.

ART. 7 - DURATA DELLE PROVE - ERRORI, DIFETTI, MANCANZE CHE COMPORTANO LA SQUALIFICA.
DURATA DELLA PROVA
Se la prova è organizzata su traccia artificiale, il cane deve sviluppare la traccia entro 30 minuti dall'inizio lavoro comandato dall’esperto giudice. Superato tale limite di tempo, il soggetto incorre nella squalifica.
Se la prova è organizzata in terreno libero o negli Istituti di gestione faunistica-venatoria, su cinghiali naturali, il cane deve incontrare il selvatico in un tempo massimo di 45 minuti dall'inizio lavoro comandato dall’esperto giudice. Superato tale limite di tempo, il soggetto incorre nella squalifica.
Se la prova è organizzata in recinto, il cane deve incontrare il selvatico in un tempo massimo di 30 minuti dall'inizio lavoro comandato dall’esperto giudice. Superato tale limite di tempo, il soggetto incorre nella squalifica.


ERRORI, DIFETTI, MANCANZE CHE COMPORTANO LA SQUALIFICA.
Sono considerati errori, difetti, mancanze, che comportano la squalifica:
 Durante la fase di tracciatura:
- se la prova è organizzata su traccia artificiale, l’abbandono della pista per più di tre volte;
- il soggetto che non dimostra interesse a seguire la pista, anche dopo sollecitazione del conduttore;
- il cane che lavora libero e si allontana dalla vista del conduttore e dell’esperto giudice per più di dieci minuti.
 Durante la fase di accostamento:
- - se il soggetto procede disordinatamente, con poca determinazione e passione, con evidenti cambi di traccia;
- - l’abbaio continuo e insistente lungo il percorso di avvicinamento al selvatico.
 Durante la fase di segnalazione della presenza del selvatico:
- se il soggetto non percepisce la presenza del cinghiale e dimostra indifferenza.
 Durante la fase di segnalazione della presenza del selvatico:
- il mancato abbaio a fermo;
- non dimostrare tenacia nel bloccare il selvatico o dimostrare timore ricercando il conduttore;
 Durante la fase di forzatura e inseguimento con voce del cinghiale:
- il cane che non si allontana dal conduttore per inseguire il cinghiale o lo insegue senza dare voce, almeno nella prima fase dell’inseguimento;
 La fase di rientro:
- deve essere eseguita dal cane in un tempo massimo di 25 minuti decorrenti dalla forzatura e dall’inizio dell’inseguimento del cinghiale.

Art. 8 - VERIFICA DELLE ATTITUDINI
Ogni soggetto per essere qualificato dovrà essere sottoposto obbligatoriamente alle seguenti verifiche:
a) Indifferenza allo sparo
Per verificare l’indifferenza allo sparo, l’esperto giudice può usare una pistola caricata a salve di calibro non inferiore al 38 o un’arma a canna lunga liscia o rigata, caricata a salve, di calibro consentito dalle normative vigenti.
I soggetti sono giudicati singolarmente e l’esperto giudice, al termine di ogni turno, dovrà verificarne l’indifferenza allo sparo.
Nell’attimo dello sparo il cane non deve dimostrare timore o disorientamento, bensì indifferenza o attenzione.
Il soggetto che dimostra timore allo sparo è dichiarato dall’esperto giudice squalificato.
b) Tracciatura.
Durante la tracciatura il cane può essere condotto al guinzaglio lungo o libero a scelta del conduttore; se condotto libero deve dimostrare un sufficiente collegamento con il conduttore.
Nella tracciatura eseguita su terreno libero o su traccia artificiale, il cane è condotto su un recente passaggio di cinghiali o all’inizio della traccia artificiale.
A seguito di richiesta dell’esperto giudice, il conduttore ordina al cane l’inizio del lavoro: in questa fase l’ausiliario segnala la traccia “calda” o il recente passaggio del cinghiale dimostrando attenzione e assumendo un comportamento particolarmente interessato.
Se la prova è organizzata in recinto, fermo restando quanto stabilito al primo capoverso, la tracciatura è uniformata alla fase di accostamento.
c) Accostamento.
Durante l’accostamento il cane può essere condotto al guinzaglio lungo o libero a scelta del conduttore.
In terreno libero su cinghiali naturali o su traccia artificiale l'ausiliare deve procedere lungo la pista in maniera metodica e precisa dimostrando sagacia e passione per il lavoro svolto.
In recinto il cane deve dimostrare sagacia e passione per il lavoro svolto, procedere alla perlustrazione del terreno con metodo e perseveranza dimostrando capacità di accostamento in una situazione resa particolarmente complicata dalla possibile sovrapposizione e incrocio di ripetuti passaggi recenti del cinghiale.
Durante la fase di accostamento, in tutti i tipi di prove, il cane deve procedere muto o con brevi vocalizzazioni di consenso in prossimità del cinghiale.
d) Segnalazione della presenza del cinghiale
Giunto in prossimità del cinghiale il cane, se condotto al guinzaglio lungo, deve essere liberato.
Se la prova è organizzata in terreno libero o negli Istituti di gestione faunistica-venatoria, su cinghiali naturali o in recinto il cane, giunto in prossimità del cinghiale, deve segnalare al conduttore la presenza del selvatico con un comportamento indicativo o con “l'abbaio a fermo”.
Se la prova è organizzata su traccia artificiale, la verifica si limiterà a valutare la correttezza del soggetto nel seguire la pista sino a fine traccia, dove è collocata una pelle o la spoglia di un cinghiale.
e) Segnalazione della presenza del selvatico da parte del cane con abbaio a fermo
Giunto in prossimità del cinghiale, il cane reso libero se condotto al guinzaglio lungo, deve segnalare obbligatoriamente la presenza del selvatico con l'abbaio a fermo; deve dimostrare tenacia nel bloccare il selvatico e di non avere timore. L’abbaio a fermo è obbligatorio per superare la prova del cane idoneo al lavoro a singolo su cinghiale.
f) Forzatura e inseguimento con voce del cinghiale
Questa fase è caratterizzata dalla forzatura del cinghiale, con o senza l’ausilio del conduttore, per costringerlo alla fuga. Il cane dovrà dimostrare di inseguire il selvatico con passione e tenacia, senza esitazioni e titubanze, con voce squillante e continua almeno nella prima fase dell’inseguimento. E' consentito il comportamento "a pendolo" del cane nel caso che, durante l'inseguimento il cinghiale si fermi, consentendo all'ausiliare un nuovo bloccaggio e il ritorno dal conduttore per guidarlo nuovamente sul selvatico.
g) Rientro
Il cane che ha scovato e inseguito correttamente il cinghiale deve rientrare nei tempi previsti all’articolo 7, spontaneamente o a seguito di comando del conduttore.

Art. 9 - ASSEGNAZIONE DEI BREVETTI:
a) BREVETTO DI CANE LIMIERE NEL PRELIEVO DEL CINGHIALE”.
Ai cani qualificati con un punteggio minimo di 71 punti relativamente alle fasi a), b), c), d) di cui al precedente art. 8 e del rispetto dei tempi previsti dall’art. 7, l’esperto giudice assegna il “Brevetto di cane limiere nel prelievo del cinghiale”;
REGOLAMENTO PROVA DI LAVORO DEL CANE LIMIERE NEL PRELIEVO DEL CINGHIALE PER LA RAZZA ALPENLAENDISCHE DACHSBRACKE 12
b) BREVETTO DI CANE IDONEO AL LAVORO DA SINGOLO SU CINGHIALE
Ai cani qualificati con un punteggio minimo di 150 punti relativamente alle fasi a), b), c), d), e), f) g) di cui al precedente art. 8 e del rispetto dei tempi previsti dall’art. 7, l’esperto giudice assegna il “Brevetto di cane idoneo al lavoro da singolo su cinghiale”

Art. 10 – NORMA FINALE
Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento, si applicano le norme contenute nel Regolamento generale delle Manifestazioni canine e del Regolamento speciale delle Prove di lavoro in vigore.

 

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